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Vitamina D: su LA STAMPA - SECOLO XIX - DONNA MODERNA


La mappa mondiale dello stato nutrizionale di vitamina D redatto dalla IOF ( Fondazione Internazionale di Osteoporosi) e i dati SIOMMS (Società Italiana Osteoporosi del Metabolismo Minerale E Malattie dello Scheletro) parlano chiaro: la carenza di vitamina D è una pandemia, l'88% della popolazione mondiale e l'80% della popolazione italiana presenta bassi livelli di vitamina D. L'azione che questo micronutriente essenziale, liposolubile, esercita su tessuto osseo, sistema immunitario, sistema cardiocircolatorio, muscoli, metabolismo e crescita cellulare, rende lo stato di ipoavitaminosi presente, un problema di salute pubblica. È causa di numerose condizioni patologiche: 1. OSTEOPOROSI: ne soffrono 200 milioni di persone al mondo, uomini e donne sopra i cinquant'anni di età, e nel 2020 sarà la terza malattia socialmente significativa dopo malattie cardiovascolari e tumori. L’alterazione strutturale delle ossa che aumenta il rischio di fratture, dipende dal ridotto assorbimento di calcio, finemente regolato dalla Vitamina D. 2. DIABETE: elevati livelli di glucosio nel sangue, dipendono da una alterazione dei sistemi di controllo da parte dell’insulina, ormone prodotto sotto regolazione dalla Vitamina D. 3. SARCOPENIA: tipicamente presente negli anziani la riduzione dei muscoli, è dovuta ad un ridotta sintesi delle strutture muscolari causata da bassi livelli di vitamina D; 4. ALTRE: Tumori, Malattie autoimmunitarie, malattie respiratorie, infezioni. Le cause di carenza? ridotta esposizione solare, ridotta assunzione di vitamina D, ridotta assunzione di calcio, alterazione dell'assorbimento intestinale, presenza di patologie renali, epatiche, assunzione di alcune categorie di farmaci (corticosteroidi e antiepilettici), obesità.

E’ quindi imperativo aumentare gli apporti di Vitamina D, per la prevenzione e la cura, da tutte le fonti possibili favorendone l’assobimento. FONTI - ASSORBIMENTO 1. LUCE SOLARE. Si ipotizza che 900 milioni di anni fa le prime forme di vita, che sono quelle di cui oggi si nutrono i pesci più grandi e più in alto nella catena alimentare, erano bombardate da radiazioni UVB e queste venivano assorbite dalla vitamina D. Spiega perché gli olii si pesce ne sono ricchi. Nel 1918 si scopre che il corpo umano ne produce a sufficienza nella pelle, circa 80% del fabbisogno. Per questo è necessario stare all'aria aperta. COME? braccia e gambe; 5 - 30 minuti al giorno; dalle 11 alle 15, evitando le ore centrali; almeno 2 volte alla settimana; SENZA FILTRI: creme con fattore di protezione 8 bloccano il 97,5% di UVB, e con fattore di protezione superiore a 15 bloccano il 99% di UVB. E i lettini solari? Possono aiutare ma con moderazione. Sconsigliato l'uso frequente per evitare eritemi, scottature e melanomi. 2. ALIMENTI. I valori di riferimento nella dieta (DRV) sono stabilit dai LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia) del 2014 e dall’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) lo scorso ottobre 2016: 10 µg (400UI) al giorno per lattanti fra 7 e11 mesi 15 µg (600UI) al giorno per bambini e adulti sani incluse donne in gravidanza e allattamento; 20 µg (800UI) al giorno adulti di età superiore a 75 anni. Gli alimenti naturalmente ricchi di vitamina D sono pochi, contribuiscono solo per il 20% a coprire i fabbisogni, e conoscerli ci aiuterà a scegliere. 3. Una dieta ricca di MUFA (acidi grassi monoinsaturi), di cui è ricco l’olio extravergine d’oliva, ne migliora la biodisponibilità (o assorbimento). 4. FARMACI antiobesità (es. orlistat) ne riducono l’assorbimento. 5. VEGETARIANO/VEGANO? L’alimentazione a base vegetale fornisce naturalmente tutti i nutrienti importanti per la salute delle ossa. Nonostante gli studi mostrino un minor rischio di fratture, è raccomandata una corretta assunzione sia di calcio (1000 mg da 18 a 60 anni) da vegetali a foglia verde, broccoli, cavolo, cavolfiore, (300 mg in 500 g), tofu (159 mg in 100g) che di Vitamina D. 6. INTEGRATORI ALIMENTARI molto studiati negli ultimi anni per valutarne l'efficacia di integratori alimentari nel migliorare lo stato carenziale di vitamina D e tutti concordano sull’utilità di questi prodotti per prevenire e curare stati di carenza come confermato da documenti del Ministero della Salute e dalla Endrocrine Society. 7. ALIMENTI FORTIFICATI? Sono particolarmente presenti e consigliati in Stati Uniti e Canada (latte, pane, succo d’arancia, cereali,yogurt e formaggio). In Europa, No. La legge non permette la fortificazione di alimenti con Vitamina D a seguito di un’ intossicazione che aveva colpito i bambini nel 1950. LA STAMPA leggi l'intervista

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in collaborazione con Studio abr www.alimentiesicurezza.it

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